Secondo un recente studio, spostare le lancette indietro di un’ora, oltre che disagi legati a insonnia e depressione, comporterebbe gravi rischi per la salute del nostro cuore.

L’allarme arriva dall’Università del Michigan dove gli scienziati hanno osservato un aumento improvviso dei ricoveri per infarto nel lunedì successivo al cambio dell’ora. Un risultato sorprendente, ottenuto sulla base di dati raccolti negli ospedali di tutto lo stato del Michigan tra il gennaio 2010 e il settembre 2013. Quello che emerge dalla ricerca è che la perdita di un’ora di sonno aumenterebbe del 25% i casi d’infarto registrati, mentre un’ora in più di sonno ridurrebbe i casi del 21%.

Il cardiologo autore dello studio, Hitinder S Gurm spiega: “le causa dell’innalzamento del rischio di infarto vanno ricercate nella brusca alterazione del ciclo sonno-veglia, associata allo stress per l’inizio della settimana lavorativa”.

Come reagire a tale clamorosa scoperta?

Al di là di inutili allarmismi, è invece importante sottolineare che in presenza di rischio elevato di infarto la migliore cura è la prevenzione. I cardiologi da sempre raccomandano di tenere sotto controllo i fattori di rischio dell’infarto come:
Inoltre, ottimi alleati della salute del cuore, come ribadito ormai da numerosi studi clinici (studi GISSI) sono gli Omega-3, acidi grassi detti essenziali in quanto il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli ma può reperirli solo con la dieta (tonno salmone, sardine ecc…). Un’alimentazione ricca di Omega-3 associati a uno stile di vita sano, che preveda una regolare attività fisica possono aiutare a promuovere la salute del cuore e delle arterie. Per chi ha un elevato rischio di infarto o ha già avuto un attacco cardiaco, la quantità di Omega-3 reperibili con la dieta non è sufficiente, e diventa necessario ricorrere al farmaco a base di Omega-3: in commercio ne esistono diverse formulazioni.

Il farmaco Omega-3 agisce su tutti i fattori di rischio cardiovascolari:
  • riduce la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca;
  • abbassa i livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue;
riduce le aritmie ventricolari e l’incidenza di fibrillazione atriale.

Ultimo aggiornamento 18/04/2016