L’attività sessuale dopo un infarto è spesso vissuta con estrema ansia e paura, andare incontro a una recidiva o addirittura morire sono pensieri e timori frequenti. In realtà non vi è alcun motivo per cui non si possa avere una vita sessuale dopo l’infarto.
Studi clinici su ampie casistiche non hanno trovato alcuna associazione diretta tra attività sessuale e insorgenza di infarto, ma soltanto un rapporto di casualità. Comunemente l’infarto può verificarsi durante la notte o la mattina, il che lo rende coincidente con la maggior parte dei rapporti sessuali.

L’attività sessuale incrementa la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa ma non più di quanto una camminata a passo svelto o salire le scale. Quando si tratta di sesso, quindi, il rischio è notevolmente basso. Circa il 45% dei pazienti che hanno sofferto di infarto del miocardio tendono a sviluppare disfunzione erettile. Le cause risiedono perlopiù nella co-presenza di patologie croniche (diabete mellito, obesità, endocrinopatie, dilipidemie) e nelle terapie farmacologiche (antiipertensivi, psicofarmaci, terapie ormonali). Pertanto, in questi casi sono sempre necessarie una visita specialistica andrologica e una cardiologica al fine di controllare gli aspetti correlati e il miglior approccio terapeutico.

Per la maggior parte dei soggetti non ci sono controindicazioni allo svolgimento di attività sessuale già due settimane dopo l’evento cardiovascolare (infarto) ma per un piccolo numero di pazienti, tuttavia, il sesso può essere una minaccia reale. Secondo un rapporto della American Journal of Cardiology, potrebbe essere necessario astenersi dal sesso, almeno temporaneamente, in caso di:

  • Angina instabile (dolore al petto frequente o a riposo)
  • Ipertensione non controllata (pressione alta)
  • Insufficienza cardiaca avanzata (contrassegnato da mancanza di respiro a riposo)
  • Un attacco di cuore nelle ultime due settimane
  • Alcune aritmie (anomalie del ritmo cardiaco, soprattutto nei ventricoli del cuore)
  • Cardiomiopatia (alterazioni del muscolo cardiaco)
  • Insufficienza cardiaca
specialmente in caso di
  • diabete mellito
  • obesità
  • ipercolesterolemia
  • ipogonadismo
  • sindrome metabolica.
Tutte queste condizioni possono aumentare il rischio di infarto o morte durante qualsiasi attività fisica, compresa l’attività sessuale, ma comunque tutto ciò non preclude la futura vita sessuale. In queste situazioni più che mai si rende necessario il supporto di un medico specialista. Infatti con un trattamento adeguato, e mirato a ogni situazione sopracitata, e dopo il dovuto tempo di riabilitazione, si può raggiungere una situazione stabile tale da permettere la ripresa dell’attività sessuale.

Bibliografia
Ebrahim S, May M, Ben Shlomo Y, McCarron P, Frankel S, Yarnell J, Davey Smith G. Sexual intercourse and risk of ischaemic stroke and coronary heart disease: the Caerphilly study. J Epidemiol Community Health. 2002 Feb;56(2):99-102.
American Heart Association, Sexual Activity After Heart Disease or Stroke, 2014 http://americanheart.org/presenter.jhtml?identifier=4714