Alimenti, farmaci o integratori? Gli Omega-3 sono in pratica tutte e tre queste cose allo stesso tempo; restano sostanze che vanno assunte con la dieta – perché non prodotte dall’organismo – e che portano molti benefici alla salute cardiovascolare. Ma con un distinguo importante tra farmaci e integratori: questi ultimi non hanno alcuna evidenza scientifica che dimostri una significativa attività di riduzione del rischio cardiovascolare. Vediamo come distinguere la formulazione più adatta a una corretta e consapevole prevenzione.

Da anni è noto che una dieta ricca di pesce riduce l’incidenza delle malattie cardiovascolari, e recentemente i ricercatori hanno messo in luce che una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, frutta secca, latticini magri, cereali integrali e pesce comporta, da sola, una riduzione del 16% del rischio di infarto.

Gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 sono in grado di ridurre sensibilmente l’eventualità di essere colpiti da un evento cardiaco, grazie alla loro azione antiaritmica, ipotrigliceridemizzante, antitrombotica e antinfiammatoria, come ricorda il Prof. Alessandro Mugelli, del Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino, Università degli Studi di Firenze.

Guarda il video su omega3 e prevenzione cardiovascolare

 


Ma, come accennato, per questo tipo di azione ci riferiamo ai farmaci Omega-3. Un semplice integratore non è sufficiente a esercitare un’azione preventiva in pazienti con scompensi cardiaci o che già hanno subito un infarto. “Gli integratori alimentari a base di omega3 si propongono come un’alternativa, anche molto costosa, ad una dieta bilanciata, la cui efficacia però non è stata dimostrata”, afferma Mugelli. L’aspetto economico degli integratori si pone quindi all’attenzione del “consumatore” in cerca di benessere.
Paola Minghetti, Professore Associato del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Sezione di Tecnologia e Legislazione Farmaceutiche, Università degli Studi di Milano, sottolinea in proposito che per gli integratori non esistono studi che ne dimostrino l’azione preventiva per il rischio cardiovascolare, e queste preparazioni sono perciò rivolte a persone sane che vogliono mantenere il loro benessere.

Tutt’altro discorso per i farmaci di Omega-3, gli unici che possono vantare proprietà terapeutiche o preventive di patologie, grazie a maggiori concentrazioni di sostanza attiva e a procedure di controllo molto rigorose, per la piena sicurezza dei pazienti.

Cosa cambia tra farmaco e integratore – Ascolta l’intervista con la Prof.ssa Paola Minghetti


 

Prof.ssa Elena Tremoli sulla bioequivalenza dei farmaci omega3 – Ascolta l’intervista

Omega3: gli effetti su cuore e salute cardiovascolare – Ascolta l’intervista con il Prof. Alessandro Mugelli

Una terapia per lo scompenso cardiaco

I dati relativi allo studio GISSI-HF dimostrano come l’impiego terapeutico di farmaci Omega-3 nella terapia dello scompenso cardiaco, potrebbe ridurre sia la mortalità per tutte le cause, sia del 14% i ricoveri, con un conseguente risparmio di circa 75 milioni di euro per la spesa pubblica. E’ quanto sottolinea Aldo Pietro Maggioni, Direttore Centro Studi ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. L’azione preventiva e terapeutica dei farmaci Omega3 conviene al cuore e al portafoglio.

 Fonti

Low-risk diet and lifestyle habits in the primary prevention of myocardial infarction in men: a population-based prospective cohort study.
Akesson A, Larsson SC, Discacciati A, Wolk A.
(J Am Coll Cardiol. 2014 Sep 30;64(13):1299-306)

Effect of n-3 polyunsaturated fatty acids in patients with chronic heart failure (the GISSI-HF trial): a randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Tavazzi L, Maggioni AP, Marchioli R, Barlera S, Franzosi MG, Latini R, Lucci D, Nicolosi GL, Porcu M, Tognoni G; Gissi-HF Investigators.
(Lancet. 2008 Oct 4;372(9645):1223-30)

Ultimo aggiornamento 01/03/2016