Il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo e Ricercatore del CNR di Roma, introduce il tema del postinfarto, spiegando che molto spesso all’infarto si sopravvive, e che la conoscenza delle cause che hanno determinato il problema aiuta a ridurre i fattori di rischio.

Purtroppo, le malattie cardiovascolari sono frequenti, sono la prima causa di morte, perché legata ai fattori di rischio cardiovascolare, che sono così frequenti nella popolazione. Però, per fortuna, all’infarto si può sopravvivere, quasi sempre ci si riesce. La cosa importante è attuare il primo soccorso, che vuol dire, nel momento in cui uno avverte un dolore al petto, un dolore che va verso il braccio sinistro, quindi, verso il quarto e quinto dito, oppure una morsa al collo, ebbene deve fermarsi, deve sedersi, chiamare il 118 e non fare nessun movimento, perché il cuore sta soffrendo e ha bisogno di riposarsi, quindi, se noi ci sediamo, se noi non ci muoviamo, consumiamo meno ossigeno e, più facilmente, possiamo sopravvivere all’infarto. Dopo, chiaramente, è fondamentale l’intervento del 118, l’intervento dei colleghi cardiologi interventisti, che possono sbloccare la placca attraverso un palloncino, la tecnica del palloncino, attraverso la fibrolisi, quindi, si può sopravvivere, quasi sempre si sopravvive all’infarto e, una volta che si è superato un infarto, è un vantaggio, perché noi sappiamo quasi sempre quali sono le cause dell’infarto. Alcune cause, la maggioranza delle cause sono modificabili, pensiamo a colesterolo aumentato, trigliceridi aumentati, pressione arteriosa aumentata, diabete, obesità, fumo. Ebbene, sapendo i fattori di rischio, conoscendo il nemico, è più facile combattere. Da questo punto di vista, è importante cambiare stile di vita, se prima era errato, se prima non facevamo attività fisica, avevamo un’alimentazione troppo ricca in grassi, troppo ricca in carboidrati, è chiaro, dobbiamo risettare la nostra alimentazione, dobbiamo smettere di fumare, dobbiamo iniziare a svolgere attività fisica, dobbiamo assumere dei farmaci. I farmaci sono fondamentali, perché ci permettono di migliorare lo stato delle nostre arterie e, quindi, prevenire un reinfarto. Il reinfarto può esserci nel momento in cui non attuiamo queste norme igienico-sanitarie e non seguiamo i consigli del cardiologo dal punto di vista dell’assunzione dei farmaci.
Guarda anche: Postinfarto e stile di vita Il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo e Ricercatore del CNR di Roma, spiega che paradossalmentre aver subito un infarto rappresenta un’opportunità: il paziente riscopre infatti attraverso la prevenzione l’importanza di un nuovo stile di vita per la salute del cuore, ad esempio con più attività fisica e un’alimentazione più sana.

Sembra un paradosso, ma avere avuto un infarto può essere un’opportunità. L’infarto, in genere, è legato a dei fattori di rischio cardiovascolare. Uno non modificabile è l’età, chiaramente aumenta l’incidenza di infarti con l’età: settanta, ottanta anni è un’età molto a rischio, però, anche lì si può fare prevenzione, meglio ancora se iniziamo prima e nel momento in cui abbiamo avuto un infarto. Perché dicevo è un’opportunità? Se noi conosciamo la causa e la trattiamo in maniera seria e la causa è colesterolo alto, trigliceridi alti, pressione alta, diabete, obesità, fumo, ebbene, se trattiamo questi fattori di rischio e li trattiamo nella maniera giusta e, cioè, in maniera continuativa. La sospensione del fumo deve essere continuativa, non possiamo riprendere, dopo risospendere, ma dobbiamo abbandonare l’abitudine tabagica. Se il nostro cardiologo ci dà un farmaco per il colesterolo, per i trigliceridi, dobbiamo prenderlo per tutta la vita. Ebbene, purtroppo, questo non succede e qui perdiamo un’opportunità, perché molte persone, addirittura si è visto che oltre il 50% dopo solo sei mesi dall’inizio del trattamento, non è più in terapia e questo è un peccato, perché qui perdiamo l’occasione di pulire le nostre arterie, che è fondamentale, perché il problema dell’infarto è legato all’ostruzione delle nostre arterie, ma questa ostruzione può essere bloccata. Il problema è quando evolve, evolve verso la completa ostruzione, ma se è un’ostruzione parziale, che è in grado di dare un infarto e noi la blocchiamo, seguendo un giusto regime di vita, che significa non fumare, svolgere attività fisica, seguire una sana alimentazione che, poi, non è altro che riscoprire la sana dieta dei nostri genitori, la dieta mediterranea, che, purtroppo, abbiamo un po’ perso come generazione, peggio ancora i nostri figli. Ebbene, seguendo la dieta mediterranea, seguendo i consigli del medico per quanto riguarda l’assunzione dei farmaci, in base al nostro fattore di rischio, ebbene, noi riusciamo a stabilizzare la nostra placca ed evitare che possa ridare un altro infarto. Quindi, prendiamola come un’opportunità: siamo stati colpiti, bene, benissimo, iniziamo una nuova vita, una nuova vita che può essere fatta di tante cose, può essere fatta di passeggiate, anche, se vogliamo, in alta quota, di sesso con il nostro partner, non c’è nessun problema. L’importante è, invece, essere costanti nel trattamento, perché così riusciamo a sopravvivere e vivere di nuovo bene, come prima dell’infarto.