Il Dott. Luigi Tavazzi, Direttore Scientifico di GVM Care & Research e della Fondazione E. Sansavini per la Ricerca Scientifica (Cotignola, RA), ci spiega lo stato di salute cardiovascolare degli italiani, il ruolo degli omega-3 per la prevenzione e l’importanza delle corrette abitudini alimentari e dell’attività fisica costante e intensa. Non ultimo il ruolo dell’informazione, in particolare tra i più giovani per formare le basi di un’educazione alla salute.

Cuore e salute: come stanno gli italiani? Qual è lo stato di salute degli italiani oggi per quanto riguarda il cuore? Stando ai dati a livello europeo sembrerebbe buono, forse dovuto allo stile di vita e all’alimentazione del bacino mediterraneo, rispetto al nord Europa.

Lo stato di salute dei cittadini del nostro Paese per quanto riguarda la cardiologia è piuttosto buono, devo dire. Ci sono dei dati, anche recenti, dello scenario europeo riguardo all’incidenza, cioè alla frequenza degli eventi cardiovascolari e il sud dell’Europa, che include Grecia, Spagna e Italia, è a un buon livello, vuol dire basso livello di incidenza di eventi cardiovascolari e la ragione è probabilmente lo stile di vita, in parte l’alimentazione. D’altra parte, infatti, l’aspettativa di vita è notevolmente aumentata negli ultimi anni, che, ovviamente, è un ottimo segno dal punto di vista dello stato di salute del cuore. La medicina cardiologica nazionale è buona, viviamo molto nel contesto europeo e, quindi, confrontandoci con il resto dell’Europa, direi che siamo ad un livello internazionale accettabile.
Prevenzione cardiovascolare: gli omega-3 Conoscere i fattori di rischio per ridurli e modificarli significa intervenire sullo stile di vita, e ricorrere agli Omega-3 comporta fare attenzione tra farmaci e integratori, non sempre questi controllati e garantiti per quanto riguarda efficacia e qualità.

Si è lavorato molto in Italia sull’epidemiologia, innanzi tutto dei fattori di rischio, cioè sapere cosa c’è in termini di debolezza o di forza nelle consuetudini del Paese. L’Istituto superiore di Sanità ha lavorato molto e, adesso, abbiamo una mappa dei fattori di rischio e, quindi, abbiamo degli obiettivi, per lavorarci in modo da ridurli. Tra questi ci sono sia lo stile di vita, come si continua a dire, sia alcuni provvedimenti anche farmacologici, cioè supplementi o farmaci veri e propri che possono orientare la fisiologia del nostro organismo verso un mantenimento delle funzioni vitali, dell’autonomia, ecc., in modo significativo e consistente. Oggi, qui, si parla di uno di questi: sono gli omega–3 PUFA. E’ un nome difficile, ma è semplicemente del grasso di pesce, particolarmente ricco in queste sostanze, che viene catturato nell’ambito della normale pesca e da cui vengono poi estratti questi grassi e se ne escono farmaci veri e propri o quei supplementi che non sempre sono ben dosati, ben verificati e ben pubblicizzati. A volte lo sono in modo molto approssimativo, in realtà.
Salute cardiovascolare e prevenzione: che fare? Informazioni, stile di vita e dieta, questi i capisaldi per la corretta prevenzione cardiovascolare. In particolare, l’importanza dell’attività fisica, che deve essere continuativa e intensa.

Sono state fatte molte iniziative, in parte a livello nazionale, in parte strutturate a livello regionale e la prima azione è informare, informare sullo stato della salute e delle azioni da fare per mantenerla: quindi, l’attività fisica, quindi, un’impostazione non solitaria, possibilmente, della vita, una vita che non si abbandona alla pigrizia, soprattutto con l’andare del tempo e che è consapevole dell’usura che il corpo fisiologicamente ha e, quindi, cosa fare per eventualmente eliminarla, che sono le cose più ovvie dette sempre, una dieta ben articolata e ci sono molti riferimenti da questo punto di vista, un’attività fisica che non esponga a rischi ortopedici, ma che dia la continuità. Questo è essenziale e anche l’intensità è importante, perché l’attività fisica in senso preventivo deve fare un effetto biologico, non solo rasserenare lo spirito, è, quindi, necessario mantenersi entro determinati livelli, raggiungerli e mantenerli, di attività fisica.
Prevenzione cardiovascolare: l’attività fisica corretta La corretta attività fisica da svolgere per una prevenzione cardiovascolare efficace e duratura.

Un indicatore importante è il senso di stanchezza e un altro è la frequenza cardiaca presa al polso. La frequenza cardiaca cambia quella adatta individualmente, in rapporto allo stato di salute di una persona, ma deve essere un’attività fisica che impegna non estremamente, ma che la si sente come un impegno di movimento, quindi, dà un certo grado di faticosità, dovrebbe essere mantenuta per circa mezz’ora, circa tre giorni alla settimana, ripeto, perché l’intensità e la continuità sono rilevanti. L’ideale sarebbe che uno prendesse un frequenzimetro, facesse uno sforzo importante per lui, vedesse la frequenza cardiaca che raggiunge quando sta facendo uno sforzo, importante per lui, e facesse per allenarsi un’attività fisica che sta tra il 60 e l’80% di quella frequenza cardiaca massimale, diciamo così. Questa è allenante, ma non è rischiosa.
Salute cardiovascolare e giovani: quale futuro? Quale prevenzione per i più giovani? Fumo e sedentarietà sono oggi in crescita nella popolazione più giovane (15 anni), e “motivare” verso comportamenti corretti per la salute e e verso la prevenzione è un lavoro complesso.

Si domanda di più al proprio corpo in termini di benessere e si è più o meno capito che è importante mantenere l’attività fisica, perché il corpo risponda alle aspettative. D’altra parte, come sappiamo tutti, lo stile di vita a cui la società ci invita è ben lontano da tutto questo: la sedentarietà sta aumentando tra i giovani e non viceversa. Il fumo, che era, sembrava essere in via di eradicazione, dati degli ultimi due anni, in giovani di quindici anni, maschi e femmine, (questo è il futuro), naturalmente, negli ultimi pochissimi anni, la percentuale di fumatori, tra i giovaniIl fumo sembrava essere in via di eradicazione. Da dati degli ultimi due anni, però, tra i giovani di quindici anni, maschi e femmine (questo è il futuro), negli ultimi anni, la percentuale dei fumatori è aumentata del 15% circa, più nelle ragazze che nei ragazzi e, quindi, ci sono spinte contrastanti, in sostanza. Per cui, un compito di una società medico-scientifica è, appunto, quello di dare delle indicazioni e lavorare in modo che vengano incorporate, che vuol dire motivare, però, il che è un lavoro difficile e non lo fa, di sicuro, una società medico scientifica da sola.