Gli omega-3, già conosciuti per i loro effetti benefici sul sistema cardiovascolare, hanno dimostrato un ruolo fondamentale anche nella protezione dallo stress. Si tratta di acidi grassi essenziali, che il nostro organismo non produce spontaneamente nelle quantità utili alla migliore funzionalità e pertanto è importante introdurli attraverso l’alimentazione e l’opportuna integrazione.
Oggi le nostre ormai sempre più tecnologiche città sono delle “giungle” e il nostro organismo reagisce attivando meccanismi di difesa simili a quelli attivati milioni di anni fa. È la cosiddetta risposta “lotta o fuggi”: un’attivazione del sistema nervoso simpatico, nella quale alcuni ormoni ( i maggiormente coinvolti adrenalina e cortisolo) ci preparano a rispondere alle necessità momento per momento. L’ aumento di tono muscolare, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e capacità di pianificazione sono la nostra risposta allo stress e sono indotte dall’aumento dell’adrenalina. Terminati gli stati di l’emergenza il corpo dovrebbe ritrovare l’equilibrio e recuperare le energie. Se gli stress perdurano nel tempo, si possono innescare condizioni patologiche psico-fisiche anche gravi.

Uno studio effettuato dal Dr. C. Schwartz, della Michigan Technological University su 67 persone, ha dimostrato l’effetto protettivo degli Omega-3 dallo stress. A metà del soggetti è stato chiesto di assumere 9 grammi di olio di pesce al giorno per due mesi , mentre all’altra metà è stato chiesto di assumenre un placebo, ossia una sostanza priva di attività. Lo studio ha rilevato che il gruppo che aveva assunto Omega-3 mostrava parametri più bassi di frequenza cardiaca e di stimolazione simpatica, quindi una risposta migliore allo stress.

Un altro studio condotto dalla ricercatrice Martha Belury, dell’Università di Medicina dell’Ohio, dimostra un ruolo protettivo degli Omega-3 anche sull’ansia. L’esperimento è stato condotto su 68 studenti di medicina, ed è durato 12 settimane, evidenziando che gli Omega-3 sono in grado di ridurre del 14% la produzione di citochine infiammatorie (sostanze prodotte in situazioni di stress), e del 20% i sintomi correlati all’ansia.