Il ruolo degli acidi grassi Omega-3 nel post-infarto è ben consolidato. Il GISSI (Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto Miocardico), con lo studio GISSI Prevenzione, ha dimostrato che l’assunzione di 1g al giorno di Omega-3 riduce la mortalità nel post-infarto e la possibilità che possa ripresentarsi l’evento cardiaco acuto. Essi sono quindi fedeli alleati di chi ha subito un infarto cardiaco, e svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio cardiovascolare.

Gli Omega-3 hanno anche la capacità di abbassare i valori dei lipidi nel sangue, tra i più pericolosi fattori di rischio per l’insorgenza di un secondo infarto. Il loro effetto principale è la riduzione dei livelli di trigliceridi fino al 30%, intervenendo su più fronti:

  • inibiscono la formazione (nel fegato) e il rilascio nel sangue delle VLDL: strutture che contengono trigliceridi e li trasportano attraverso la circolazione del sangue;
  • riducono la quantità di acidi grassi, molecole che insieme al glicerolo vanno a costituire i trigliceridi.
Hanno un ulteriore effetto sorprendente: determinano l’aumento delle HDL (“colesterolo buono”). Queste trasportano colesterolo nel sangue e hanno un ruolo protettivo contro l’infarto, rimuovendo il colesterolo dalle cellule e riducendo la possibilità di formazione della placca aterosclerotica (una struttura che porta all’occlusione dei vasi del cuore e all’infarto).

Infine, modulano i livelli di colesterolo nel sangue riducendo le LDL (“colesterolo cattivo”). Impediscono la formazione di una proteina (apolipropoteina B; principale componente delle LDL) in mancanza della quale non si formano LDL.

L’assunzione di Omega-3 tutti i giorni, abbinata a uno stile di vita sano, in termini di dieta e attività fisica, è la regola d’oro per il benessere del cuore dopo l’infarto.