Difficoltà dell’erezione e patologie cardiovascolari: quali precauzioni rispetto alle terapie e che tipo di attività sessuale si può svolgere dopo eventi acuti del miocardio? Chi ha avuto un infarto avrà sempre DE? Ci risponde il Prof. Andrea Garolla (Specialista in Farmacologia Clinica e Dottore in Scienze Endocrine, A.O. Università di Padova), Esperto on line di Uomoinsalute.it.

Deficit erettile: di cosa parliamo e soprattutto, si manifesta sempre allo stesso modo?


Per deficit erettile si intende una situazione che può manifestarsi in modi diversi. Stando a quanto ci riportano i pazienti, abbiamo:
  • fatica a indurre l’erezione – quindi l’innesco del meccanismo è difficile;
  • mancato raggiungimento di una rigidità massimale;
  • situazioni che iniziano in modo normale e poi durante il rapporto sessuale tendono a risolversi in modo molto veloce
  • situazioni che coinvolgono tutti e tre gli aspetti menzionati.
A seconda di come si manifesta il deficit erettile, possiamo già avere importanti indicazioni sulla gravità del problema, sulla sua causa e indirizzarci verso una diagnosi precisa.

Disfunzione sessuale e patologia delle coronarie: cosa succede esattamente?


Il legame tra coronarie e disfunzione sessuale è abbastanza intuibile. I vasi del pene, che sono vasi molto piccoli, hanno caratteristiche strutturali che sono simili a quelle delle coronarie.

Tutte le situazioni che portano ad alterazione dei vasi del cuore possono portare anche all’alterazione dei piccoli vasellini dei corpi cavernosi del pene, perché i rami principali poi si diramano e sono proprio questi che permettono una completa erezione. Nei soggetti che hanno l’erezione, ma non è completa, sappiamo che verosimilmente c’è un problema a carico delle arterie elicine, i piccoli vasellini che si diramano dai grandi vasi dei corpi cavernosi, un po’ come le diramazioni delle arterie coronarie. 

Chi ha problemi coronarici, ovvero una cardiopatia da alterazione dei vasi del cuore, ha quasi sempre, oltre il 90% dei casi, un problema legato alla sessualità.

La cosa che pochi sanno è che chi ha problemi coronarici, ovvero una cardiopatia da alterazione dei vasi del cuore, ha quasi sempre, oltre il 90% dei casi, un problema legato alla sessualità.

Quando si presentano soggetti con DE e si accerta che la causa è vascolare, lo Specialista indaga anche altri distretti vascolari, in particolare il cuore, perché la DE potrebbe essere il primo campanello d’allarme di una sottostante patologia anche dei vasi cardiaci.

I problemi della sessualità possono “anticipare” quelli cardiovascolari a carico di cuore e arterie. Quanto tempo può trascorrere tra deficit erettile e un infarto?


È un problema che può essere nato anche anni prima, non solo qualche mese prima dell’episodio di deficit dell’erezione. Perché questo? Perché i vasi del pene sono ancora più sensibili ai fattori di rischio che abbiamo citato, ben prima di quelli del cuore – anche perché il nostro organismo cerca di difendersi e tenta di ritardare al massimo la patologia dei vasi più importanti dal punto di vista della salute generale, quindi dei vasi cerebrali, renali, epatici, e dei vasi cardiaci. Quindi i vasi del pene si ammalano per primi, poiché sono quelli meno difesi dal nostro organismo. Una cosa fondamentale, la DE su base cardiovascolare è correlata a cardiopatia e vasculopatia, e può anticipare anche di molto tempo l’insorgere di queste patologie.

Il paziente che è in una situazione cardiaca “stabile”, può assumere farmaci per l’erezione?


I soggetti che hanno una raggiunto una stabilità, pur avendo avuto problematiche cardiache, anche un infarto – con le dovute precauzioni rispetto all’interazione con altri farmaci – possono assumere la terapia per bocca per la DE. In questo tipo di pazienti si preferiscono molecole a rapida azione, che non rimangono troppo in circolo e quindi hanno meno effetti collaterali.

In questo ultimo periodo stanno uscendo molecole nuove, che grazie alla modalità di assunzione e ai dosaggi diversi, permettono di personalizzare la terapia in soggetti con DE su base vascolare, e riducono gli effetti collaterali nonché le problematiche di ipotensione e di concomitanti patologie cardiache.

A breve (maggio 2017 ndr), saranno messi in commercio farmaci che non vengono più assorbiti a livello intestinale ma per via transmucosa. L’assorbimento per via transmucosa è molto rapido, permette di avere dosaggi più bassi e permette anche un’eliminazione veloce dal circolo sanguigno.

Ovviamente in questi casi ci vuole un dialogo molto forte tra lo Specialista che li somministra e il Cardiologo; e i pazienti devono essere sempre monitorati per i livelli pressori e per la funzione cardiaca.

Che differenze ci sono tra i farmaci per uso orale?


Tra i farmaci per uso orale possiamo distinguere tra
  • farmaci a durata molto breve, che in pochi minuti (10-15 min) raggiungono massima efficacia e restano in circolo per un tempo relativamente breve dopodiché spariscono. Quindi i soggetti possono avere effetto immediato ma molto breve.
  • farmaci che hanno un inizio d’azione più lento ma durano di più
  • altri farmaci che invece che hanno un’azione ritardata ma molto durata che richiede anche 40 minuti / un’ora per l’inizio d’azione che però hanno durata d’effetto che arriva alle 48/72 ore.
Possiamo quindi scegliere il tipo di terapia in base alle caratteristiche del soggetto. E ci riferiamo a soggetti che hanno patologie cardiovascolari.

Nel post infarto e dopo un evento cardiaco acuto quali precauzioni bisogna avere rispetto ai farmaci per l’erezione?


L’utilizzo di farmaci per il deficit erettile richiede sempre che il paziente non sia in una situazione cardiaca critica. Ovvero devono essere lontani gli episodi di ischemia, ed è necessario un buon compenso cardiaco. Anche se il cuore non funziona al 100%, deve però essere un cuore stabile e in equilibrio.

Un altro aspetto da considerare è se ci troviamo ad assumere o meno farmaci anti-ipertensivi perché questi hanno la funzione di abbassare la pressione – di vasodilatare – e come sappiamo i farmaci per l’erezione sono potenti vasodilatatori.

Quindi dobbiamo stare attenti a evitare un “effetto somma”. Perché una vasodilatazione di farmaci anti-ipertensivi associata a una vasodilatazione dei farmaci per l’erezione potrebbe portare a un lato ad un’ipotensione importante, ma soprattutto potrebbe portare a un difetto di funzione cardiaca. Se un cuore fa più fatica a funzionare, in situazione di ipotensione, sottoposto a uno stress – poiché il cuore risponde aumentando la sua frequenza di pompa – in quel momento potrebbe scompensarsi. In questo caso, per la DE, vanno preferiti farmaci con breve durata d’azione e lontano dall’assunzione dei farmaci anti-ipertensivi.

Se un soggetto ha una patologia cardiaca acuta, ovvero una situazione di ischemia o un recente infarto, non solo non devono essere presi i farmaci per l’erezione, perché possono dare un’ulteriore sofferenza cardiaca, ma soprattutto va sconsigliata l’attività sessuale finché non si è ripristinata una condizione di stabilità.

La disfunzione erettile è frequente nei pazienti infartuati?


La DE è sempre presente nei soggetti post infartuati che non hanno avuto un adeguato trattamento delle cause che hanno indotto l’alterazione cardiaca. Si tratta di soggetti che hanno avuto l’infarto per un’anomalia dei vasi coronarici, per esempio anomalie congenite o situazioni di stress acuto. In quei casi la causa che ha portato alla disfunzione cardiaca riguarda esclusivamente i vasi del cuore.

Inoltre, ed è la maggior parte dei casi, ci sono soggetti che hanno un infarto miocardico perché hanno avuto importanti fattori di rischio cardiovascolari. Questi soggetti, una volta usciti dall’infarto, hanno quasi sempre disfunzione erettile. Infatti andando a fondo nella loro anamnesi, si vede che oltre il 90% già prima dell’episodio cardiaco ha avuto problemi collegati alla sessualità, ovvero di DE, perché la causa che ha portato all’infarto è la stessa che ostruisce i vasi del pene. Possiamo quindi affermare che se la causa della DE è vascolare, chi presenta episodi di deficit erettile, entro pochi anni può avere un episodio cardiaco acuto.

Ultimo aggiornamento 26/ 04 /2017