I dati epidemiologici più recenti sulla salute del cuore degli italiani sono incoraggianti.
Secondo l’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare –  guarda l’intervista a Michele Gulizia, Presidente ANMCO, sui risultati dell’Osservatorio – negli ultimi 10 anni il rischio di malattia cardiaca si è ridotto del 6% per gli uomini e del 15% per le donne. Questo risultato è dovuto alla maggiore capacità di riconoscere i sintomi dell’infarto e ad una migliore aderenza alle terapie.
Gli italiani lasciano invece a desiderare per quanto riguarda lo stile di vita. La tendenza alla sedentarietà e la cattiva alimentazione, uniti all’aumento eccessivo di peso e ad altri fattori, mettono a rischio di malattia cardiaca circa 30 milioni di italiani.

Tra le sostanze che hanno un ruolo nella prevenzione della malattia cardiovascolare troviamo i preziosissimi Acidi Grassi Omega-3, EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Queste sostanze sono acidi grassi essenziali, ovvero non vengono prodotti dal nostro organismo e devono essere assunti con la dieta. Sono presenti soprattutto nel pesce azzurro il cui consumo è consigliato con una frequenza di almeno una o due volte a settimana.

Lo studio delle proprietà benefiche di queste sostanze è tutt’oggi attivo e attuale.
Come spiega Roberto Volpe, lipidologo e ricercatore del CNR di Roma, gli Omega-3 EPA e DHA possiedono importanti proprietà benefiche sul sistema cardiocircolatorio, essendo in grado di ridurre i livelli di trigliceridi. È noto da tempo che alti livelli di trigliceridi sono implicati in numerose malattie del metabolismo in cui vi è un rischio elevato di infarto e ictus, come il diabete e la sindrome metabolica.
L’uso di omega-3 rappresenta oggi una valida opzione terapeutica per le persone con trigliceridi elevati che non riescono a raggiungere livelli normali attraverso la dieta e altre terapie farmacologiche.


Gli Omega-3 proteggono dalle occlusioni arteriose e prevengono le aritmie cardiache. Queste azioni li rendono una terapia di prevenzione ottimale nelle persone che hanno subito infarto al miocardio. In questi pazienti il rischio di morte improvvisa o di secondo evento cardiovascolare resta elevato almeno per un anno post-infarto.

È stato dimostrato che l’assunzione di Omega-3 in concentrazioni superiori all’85% riduce la mortalità e l’insorgenza di un secondo infarto.
Anche nelle persone affette da scompenso cardiaco il trattamento con gli Omega-3 ha avuto effetti considerevoli riducendo la mortalità e il numero di ricoveri ospedalieri.

Attualmente è disponibile una formulazione farmaceutica bioequivalente (nome commerciale Olevia®) che assicura il raggiungimento di livelli di Omega-3 nel sangue (biodisponibilità) comparabile alle formulazioni di marca già sul mercato.

Come ricorda Alessandro Mugelli (guarda l’intervista), Ordinario di Farmacologia e Direttore Dipartimento NEUROFARBA di Firenze, grazie alla scelta della formulazione farmaceutica si può beneficiare di garanzie sulla qualità, sul profilo di efficacia e sicurezza e sulla concentrazione di Omega-3 che si assume, rispetto al consumo di integratori, il cui iter produttivo non richiede altrettante garanzie. Tutto questo insieme al vantaggio di un costo più accessibile.
Gli Omega-3 rappresentano quindi una valida terapia preventiva per la salute del cuore. La loro azione benefica è riconosciuta dal SSN al punto da considerare questi acidi grassi necessari, e quindi rimborsabili, per alcune categorie di pazienti*.
Non dimentichiamo che per una prevenzione completa lo stile di vita è fondamentale. I cardiologi consigliano un consumo regolare di frutta e verdura, l’abbattimento di fumo e alcol e l’attività fisica (anche una semplice camminata sostenuta purché tutti i giorni). Sane abitudini per aiutare il nostro cuore a rimanere sano a lungo e noi con lui.

*Ipertrigliceridemia familiare, iperlipemia familiare combinata, ipertrigliceridemia con insufficienza renale moderata e grave e in prevenzione secondaria entro un anno dall’infarto del miocardio.