Il Prof. Alessandro Mugelli, Ordinario di Farmacologia e Direttore del Dipartimento NEUROFARBA Neuroscienze, area del Farmaco e Salute del Bambino presso l’Università di Firenze, ci spiega come agiscono gli Omega-3 che, tra le diverse proprietà, aiutano ad allontanare il rischio di aritmia cardiaca.

Per quanto riguarda il meccanismo d’azione, gli Omega-3 si inseriscono nelle membrane cellulari e modulano tutta una serie di funzioni. Ad esempio molto importante è la funzione elettrica a livello dei miociti cardiaci. Alcuni studi hanno dimostrato un’azione antiaritmica di queste sostanze somministrate a certi dosaggi e con certe modalità. Naturalmente questo è dovuto al fatto, studiato anche nei nostri laboratori, che queste sostanze sono in grado di modulare l’attività elettrica del cuore. Quindi in qualche misura impedire la comparsa di alterazioni che poi possono portare all’aritmia. Lo stesso vale per il loro inserimento in altri tipi cellulari, come ad esempio le piastrine, dove svolgono un’azione antiaggregante. L’importante azione svolta sui trigliceridi si ottiene a concentrazioni più alte ed è più complicata da spiegare. Comunque gli Omega-3 sono delle molecole in grado di interagire con il sistema di trasduzione del segnale e che garantiscono un meccanismo di protezione molto ampio su varie funzioni cardiache. Il fatto stesso che il consumo di pesce azzurro almeno una volta la settimana porti a una riduzione del rischio cardiovascolare, va evidentemente in questa direzione.

L’azione antiaritmica degli Omega-3

Gli Omega-3 svolgono un’importante azione anti-aritmica nel post infarto, e l’assunzione di 1 grammo al giorno rappresenta un’efficace forma di prevenzione contro l’eventualità di un secondo infarto. Approfondisce la questione il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo e Ricercatore del CNR di Roma (guarda il video).

Gli omega-3 possono essere impiegati nel post infarto e questo grazie ad uno studio italiano famosissimo in tutto il mondo: il GISSI, compiuto da colleghi delle cardiologie italiane che hanno dato un impulso importante nel trattamento del post infarto. Utilizzando un solo grammo di omega-3, si può prevenire il reinfarto e anche la mortalità cardiovascolare e anche quella totale grazie, soprattutto, all’azione antiaritmica degli omega-3. Quindi, non è un dosaggio cardiometabolico 2-3 g per combattere l’ipertrigliceridemia.