img_big_858x442_prof_mugelliIntervista con il Prof. Alessandro Mugelli, Ordinario di Farmacologia e Direttore del Dipartimento NEUROFARBA Neuroscienze, area del Farmaco e Salute del Bambino presso l’Università di Firenze sulle caratteristiche e le proprietà degli Omega 3.
Cosa sono gli acidi grassi PUFA? Sono acidi grassi polinsaturi a cui appartengono anche gli Omega 3. Questi ultimi rappresentano un interessante esempio di sostanze che possono essere sia alimento, sia integratore alimentare sia farmaco.

I benefici degli Omega 3 sul cuore Non vi è alcun dubbio che la presenza degli Omega-3 in una dieta, come quella mediterranea, associata eventualmente a stili di vita adeguati, rappresenti un importante fattore di protezione cardiovascolare.
Uno studio del 1999 ha dimostrato che una dieta ricca di Omega-3 in soggetti colpiti precedentemente da infarto, era in grado di ridurre in modo significativo la mortalità cardiovascolare e soprattutto la morte improvvisa.

Quanto Omega-3 si è dimostrato utile per un’azione preventiva In uno studio di intervento – il GISSI Prevenzione – condotto proprio in Italia, è stato somministrato 1 grammo al giorno di una preparazione farmaceutica di Omega-3. Questo studio è giunto in modo più preciso agli stessi risultati del precedente, dimostrando che la supplementazione con questa quantità di Omega-3 è in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare e la morte improvvisa.

Tutto questo senza una modificazione del profilo lipidico, tranne che per una riduzione dei trigliceridi, ed è stato perciò ipotizzato che l’effetto benefico degli Omega-3 derivi da un’azione antiaritmica e antiaggregante.

Quali differenze presentano invece gli integratori Diverso è il caso degli integratori che non hanno necessità di studi a supporto per poter essere immessi sul mercato, e che in realtà non possono vantare nessuna documentazione riguardante eventuali benefici a livello cardiovascolare.

Anche un recente studio effettuato nei Paesi Nordici ha dimostrato che assumendo integratori a dosaggi più bassi di quelli studiati nel GISSI Prevenzione, non si ottiene nessun effetto di protezione.

L’ultimo punto riguarda la possibilità di disporre di un farmaco generico bioequivalente di Omega-3. Condurre uno studio di bioequivalenza con sostanze anche endogene e presenti nella dieta, è piuttosto complesso e richiede particolari attenzioni. Lo studio è però stato effettuato con successo, permettendo finalmente di avere a disposizione un farmaco generico identico a quello utilizzato nello studio GISSI Prevenzione.

 

Gli acidi grassi PUFA sono acidi grassi polinsaturi a cui appartengono anche gli Omega 3. Questi ultimi rappresentano un interessante esempio di sostanze che possono essere sia alimento, sia integratore alimentare sia farmaco.
Non vi è alcun dubbio che la presenza degli Omega-3 in una dieta, come quella mediterranea, associata eventualmente a stili di vita adeguati, rappresenti un importante fattore di protezione cardiovascolare.
Uno studio del 1999 ha dimostrato che una dieta ricca di Omega-3 in soggetti colpiti precedentemente da infarto, era in grado di ridurre in modo significativo la mortalità cardiovascolare e soprattutto la morte improvvisa.
In uno studio di intervento – il GISSI Prevenzione – condotto proprio in Italia, è stato somministrato 1 grammo al giorno di una preparazione farmaceutica di Omega-3. Questo studio è giunto in modo più preciso agli stessi risultati del precedente, dimostrando che la supplementazione con questa quantità di Omega-3 è in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare e la morte improvvisa.
Tutto questo senza una modificazione del profilo lipidico, tranne che per una riduzione dei trigliceridi, Acidi grassi PUFA per un cuore più protetto ed è stato perciò ipotizzato che l’effetto benefico degli Omega-3 derivi da un’azione antiaritmica e antiaggregante.
Diverso è il caso degli integratori che non hanno necessità di studi a supporto per poter essere immessi sul mercato, e che in realtà non possono vantare nessuna documentazione riguardante eventuali benefici a livello cardiovascolare.
Anche un recente studio effettuato nei Paesi Nordici ha dimostrato che assumendo integratori a dosaggi più bassi di quelli studiati nel GISSI Prevenzione, non si ottiene nessun effetto di protezione.
L’ultimo punto riguarda la possibilità di disporre di un farmaco generico bioequivalente di Omega-3. Condurre uno studio di bioequivalenza con sostanze anche endogene e presenti nella dieta, è piuttosto complesso e richiede particolari attenzioni. Lo studio è però stato effettuato con successo, permettendo finalmente di avere a disposizione un farmaco generico identico a quello utilizzato nello studio GISSI Prevenzione.