La Prof.ssa Paola Minghetti (Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano) spiega cosa cambia tra farmaco e integratore quanto si parla di Omega3 e in particolare la sostanziale differenza in qualità ed efficacia garantita dei farmaci rispetto agli integratori

Ci sono delle sostanze che possono essere commercializzate o come medicinale, o come integratore alimentare o anche in altre categorie. Gli OMEGA-3 sono una di queste. Abbiamo nel commercio in Italia sia farmaci, sia integratori. Che cosa cambia nella realtà? Sicuramente per essere un medicinale bisogna rispondere a diversi requisiti. Per esempio, nel caso degli OMEGA-3 esiste una monografia nella farmacopea ufficiale che è il testo di riferimento della qualità delle sostanze farmacologicamente attive, e quindi è chiaro che il medicinale deve rispondere alle caratteristiche previste in questa monografia.

Mentre invece l’integratore può avere caratteristiche differenti, che verranno rivalutate dal Ministero quando viene fatta la notifica. Per quanto riguarda il prodotto finito, fra integratore e medicinale la differenza fondamentale è che solo il medicinale può vantare proprietà terapeutiche o proprietà preventive di una patologia; e le può vantare perché alla base ci sono stati degli studi clinici – quindi studi sull’uomo – che hanno dimostrato quest’attività. L’integratore nasce come un alimento, fa parte della categoria degli alimenti. Quindi viene garantito sicuramente che il prodotto è sicuro, di buona qualità, che non è tossico – come tutti gli alimenti. Sulla sua efficacia, indubbiamente spetta molto alla azienda valutare ed eventualmente fare degli studi, ma in ogni caso non può vantare e non può avere proprietà terapeutiche.